The Viewing Booth

autore : Ra’anan Alexandrowicz
durata : 68
anno : 2019
paese : US
edizione italiana : NO
produzione : Atzmor Productions | Ra’anan Alexandrowicz

Ra’anan Alexandrowicz, noto regista per il celebre documentario The Law in These Parts decide di cimentarsi in un nuovo lavoro, dedicato alla società dell’immagine.

The viewing booth si dimostra un esperimento sociale di una portata straordinaria.

L’assunto di partenza del regista è una serie di lettere scambiate tra Virginia Woolf e un avvocato di Londra su come possa raggiungersi la pace tra i popoli, prevenendo ogni conflitto.

La Woolf consigliava di far vedere delle immagini della guerra, affinchè popoli diversi riscoprissero un comune sentire, lo stesso ribrezzo e dolore per quelle immagini.

In una società come quella di oggi in cui il numero dei video a cui siamo sottoposti ci ha fatto raggiungere la saturazione sorge però un dubbio.

Nell’era di photoshop, delle fake news, dei doppiaggi ricostruiti ad arte in realtà virtuale possiamo veramente provare e pensare le stesse cose davanti alle stesse immagini?

The viewing booth sono due salette attigue, una con il regista e dei monitor, l’altra, separata da una porta e isolata acusticamente, con un solo schermo, con una selezione di video provenienti dalla West Bank girati dall’organizzazione per i diritti umani B’Tselem.

Ra’anan Alexandrowicz chiede ad un’università americana con la quale collabora di fornire una lista di studenti interessati ad Israele e così, scopre Maia Levy.

Americana di origini ebraiche, Maia è una giovane e convinta sostenitrice di Israele. Questo fa si che i video in cui i soldati israeliani svegliano una famiglia palestinese all’alba senza apparente motivo, spaventano i passanti o creano un clima di terrore vengano interpretati come una propaganda araba.

I bambini che piangono “non sono credibili” o “stanno recitando”, il soldato che atterra con violenza un ragazzino per strada “era tutta una farsa” e via discorrendo.

Il regista trova le reazioni di Maia talmente genuine da concentrarsi unicamente su di lei.

La quarta parete cade definitivamente quando Maia guarderà, a qualche mese di distanza, il primo montato delle riprese di lei che commenta i video.

Una riflessione profonda sul conflitto israelopalestinese e la sua percezione.