documentari e inchieste
MORIRE PER KABUL?     (2008)

Sette anni dopo la loro espulsione da Kabul i Talebani non hanno ancora riposto le armi. Al contrario: il conteggio dei morti ha cominciato a salire vertiginosamente in quello che è diventato un conflitto sempre più sanguinoso: nel 2007 sono morte circa 6.000 persone. Un terzo erano civili.
Questi quattro reportage dell’équipe di Envoyé Spécial si chiedono se la guerra d’Afghanistan – un paese che mai nessuno è riuscito a colonizzare – possa essere vinta.
Si chiedono se si debba morire per Kabul.

Good morning Afghanistan (19’)
di Christophe Weber e Franck Mazuet
L’ISAF, la coalizione dell’ONU, è giunta in Afghanistan all’indomani dell’11 settembre con alcuni obiettivi precisi: catturare Bin Laden, rovesciare il regime talebano e instaurare la democrazia. Oggi si ritrovano impantanati in una guerra che ricorda terribilmente il Vietnam. Girato al seguito delle forze americane, canadesi e inglesi, questo reportage racconta il quotidiano delle truppe sul campo. Tra imboscate, ronde, arresti, battaglie, frizioni con il comando e con la popolazione una lucida descrizione di una guerra in fase di stallo.

La ricostruzione dell’Afghanistan (19’)
di Dorotée Cochard e Patrick Desmulie
La modernizzazione è una delle chiavi per riappacificare l’Afghanistan. Miliardi di euro sono stati investiti nell’economia del paese per ricostruire - spesso da zero - infrastrutture, scuole, ospedali. Il business è ripartito ma l’Afghanistan sembra un paese schizofrenico: da una parte alberghi di lusso, pubblicità e televisione - con tutti i programmi più seguiti in Occidente - dall’altra, soltanto a Kabul, per tre quarti della popolazione l’acqua corrente e l’elettricità rappresentano un miraggio. Il progresso è lento e la corruzione imperversa: qual è il vero volto del paese?

L’incognita pakistana (16’)
di Eric Lavarene e Nadia Bletry
Nessuna soluzione del conflitto in Afghanistan è possibile se non si prende in considerazione anche la situazione delle aree tribali del Pakistan. E’ qui che i talebani recuperano armi, trovano fondi, fanno accoliti. Un viaggio lungo i confini tra i due paesi, nei covi dei talebani e nella madrasa che ha formato Bin Laden e il Mullah Omar, piena di studenti accorsi da tutto il mondo. Molti di loro sognano la Jihad.

Il ruolo francese (18’)
di Amaury Guilbert e Emmanuel Beke
Sono 2.000 i soldati francesi stanziati in Afghanistan. Molti di loro sono impegnati ad addestrare le forze afghane, cosa che potrebbe significare, sul lungo periodo, la soluzione per i problemi di sicurezza interna al paese. Ma fino a che l’esercito non sarà pronto, dovrà condurre le operazioni sotto supervisione…


autore: AA.VV.
anno produzione: 2008
durata: 80 min.
titolo originale: Dying for Kabul? Un oeil sur la planète: 25/02/2008